“Cime Tempestose / Eclipse: sacrificio d’amore”

La brughiera… una landa selvaggia disseminata di eriche e brughi. Terra ricca di mistero. Il mio romanzo preferito, il primo letto, è stato Cime Tempestose, “Wuthering Heights”, l’unico romanzo pubblicato nel 1847 da Emily Bronte, sorella della più famosa e prolifica Charlotte. Di questo romanzo, mi affascinò subito l’ambientazione nelle brughiere britanniche, le “moorlands”. La brughiera segna il passo nella narrazione della vicenda dei protagonisti, Catherine e Heatcliffe, e della loro saga familiare che attraversa decenni.
Il loro amore: violento, passionale, a tratti affascinante, a tratti pauroso. Un amore che nessuno dei due ha avuto mai la forza di comprendere, guidare. 
Ciascuno di loro sposa un altro e si costruisce una famiglia, portandosi dentro il ricordo di momenti unici vissuti insieme, la paura e l’impossibilità di avere del tutto l’altro.
Si ritrovano solo alla fine, quando le loro anime coronano quei sogni d’amore e vagano nella brughiera, che nelle varie stagioni ha attraversato gli stati d’animo di ognuno. E finalmente riescono ad essere liberi di amarsi. Avendo attraversato tutti i sentimenti, anche negativi, cui il vero amore porta: la solitudine, il senso di abbandono ed inadeguatezza, la gelosia fulminante, il senso di possesso cieco dell’altro, la competizione, l’invidia, l’odio nel senso più puro del termine. L’odio di Heathcliffe per Catherine e viceversa: odio che è ‘amore nel senso più profondo del termine, la compenetrazione di due anime che sanno di essere differenti da tutte le altre, squallide e scomode comparse che li accompagnano nella vita.
Brividi d’amore, brividi di passione… brividi di paura quando lo spirito di Catherine bussa alla finestra di Heatcliffe alla sua ricerca… il tormento di quest’uomo costretto a vederla donna di un altro – assolutamente inetto – assolutamente al di sotto di ciò che merita la sua amata.
Fino al momento in cui le anime si rincontrano per essere insieme per l’eternità cui erano destinate, visto che in vita non è stato loro possibile.
Mi sto dilungando nel ricordo di questo romanzo perché sto rileggendo alcune pagine di Eclipse di Stephenie Meyer (la saga di Twilight) dove ci sono dei riferimenti ben precisi, in relazione al tormento di Edward al pensiero che Bella, la sua amata… possa preferire a lui un altro,  Jacob. Il tormento di chi sa che non può dare quello che una donna come lei merita… visto ciò che egli è, un vampiro dall’anima dannata che non potrà offrirle la vita che lei merita. Ed accetta, per amore, che Bella possa anche essere di un altro. Jacob potrà offrirle qualcosa in più, non un’esistenza senza anima quale sarebbe quella di Bella, questo il suo pensiero, se diventasse vampira per vivere accanto a lui.
Al cap. 11 di Eclipse, Bella scopre che Edward sta leggendo Cime Tempestose, e si è soffermato su questo passo in particolare dove è Heatcliffe a parlare:
“Ecco la differenza dei nostri sentimenti, se lui fosse stato al posto mio ed io al suo, l’avrei odiato di un odio che mi avrebbe avvelenato la vita come fiele, pure non avrei mai levato una mano contro di lui…io non l’avrei mai privato della compagnia di Catherine (qui parla del marito della sua amata) finché ella avesse mostrato di desiderare la sua. Non appena tale desiderio fosse cessato, gli avrei spezzato il cuore, e bevuto il sangue! Ma prima d’allora sarei morto goccia a goccia, piuttosto che torcergli un capello”.
Spesso nella vita, quando non possiamo avere la persona amata a fianco perché ha già un’altra persona a fianco che non lo lascia o non può essere abbandonata, forse l’atteggiamento più giusto da assumere è questo: morire goccia a goccia, soffrire in silenzio, accettare la vita dell’altro che va avanti senza la nostra presenza, gioire delle sue felicità e soffrire dei dolori da lontano, finché questa persona non riuscirà a fare la sua scelta.
Se la scelta non ci sarà, non è detto che non saremmo stati amati abbastanza. La vita è un treno che nel suo percorso trova avanti a sé tutta una serie di coincidenze che vanno prese per tempo: se queste vanno perdute, comunque non saremo soli. Ci sarà sempre un’anima che ci ama, vagante in una brughiera, che aspetterà, a dispetto di tutto e tutti, sopravvivendo agli ostacoli e sforzandosi di vivere una vita che in fondo non la appaga del tutto, soltanto la nostra anima.
Passeranno stagioni, forse anni, forse tutta una vita. Ma se un’anima ha trovato la propria anima, sarà sempre con lei, accanto, invisibile e devota.

ECLIPSE : “Tutto inizia con una scelta.”
CIME TEMPESTOSE: “… E così egli non saprà mai quanto io lo ami; e ciò perché lui… è più me, di me stessa.
Di qualunque cosa siano fatte le anime, certo la sua e la mia sono simili.”

R.R. 27.06. 2010

“Favole, donne e… farfalla”

 

Le favole non esistono. L’errore più grande che si possa commettere nella vita è raccontare favole ai bambini e far loro credere che la loro vita sarà così… o potrà essere così. Senza troppi sforzi. Perché nelle favole basta crederci, esprimere desideri… e tutto si avvera. Ai bambini bisogna raccontare le favole ma poi insegnare loro che nella vita si ottiene la felicità, e a volte mai neanche totalmente quella, solo con l’impegno, con il coraggio, con la dedizione, con la fatica, con la sofferenza. Ogni gioia nasce da una sofferenza… Ai bambini bisogna insegnare che non esiste il ‘vissero tutti felici e contenti’… Ma il ‘camminarono insieme nella vita, sostendosi a vicenda, alla ricerca quotidiana della felicità’. Ma non sempre si cammina insieme a qualcuno. Spesso si è soli. Per scelta o perché la vita ha voluto questo per noi. Allora non serve buttarsi giù, ma rialzarsi e rialzarsi e tornare a camminare ogni volta.

Le principesse delle favole siamo noi donne che ogni giorno ci affaccendiamo di corsa dietro lavoro,quotidiane preoccupazioni, figli, famiglia. Alla ricerca di quel qualcosa che ci faccia capire che… siamo arrivate. Ma in fondo non arriveremo mai. La vita è un continuo percorso. Oggi sei, domani chissà. Oggi cerchi, domani non troverai. Oggi dài, domani non è che riceverai.

Se sto riuscendo a capire qualcosa di me in tutta la confusione che ho nella mia mente, è questo:

 

– non si può vivere immersi nei sogni, la vita tira colpi ancora più brutti quando mi ‘affaccio’ nella realtà;

 

– la vita reale non è e non sarà mai quella ideale, se uno non trova il coraggio di buttarsi e inseguire e afferrare i propri sogni di vita;

 

– nessuna conquista si conseguirà senza perdite;

 

– nessuna persona può essere felice completamente e totalmente;

 

– l’amore è un dono, e quando lo si dà non basta offrirlo, ma occorre dimostrarlo;

 

– le persone cambiano, molte sono egoiste, troppe ci tradiscono nei sentimenti più profondi, anche questa è una lezione;

 

– non possiamo star sempre muti ad osservare la vita che ci scorre via, sperando che dall’ “alto” qualcosa si manifesti;

 

– si possono donare alle donne poesie d’amore, diamanti, rose rosse ogni giorno, vacanze, lusso: ma se non si dà se stessi con tutto il cuore non si sarà dato niente.

 

Come si fa a donare se stessi con tutti il cuore? Spogliando l’anima da tutto ciò di cui ci si è rivestiti con gli anni. Essendo semplicemente se stessi. Offrendo una mano sempre, non solo quando la si vuole dare o si trova il tempo per darla.

 

L’amore non è ‘concedere’ all’altro una parte di sé: è ‘cedere’ all’altro tutto se stessi.

 

Se date solo il 20-30% di voi stessi a chi dite di amare, state umiliando quella persona. E non la amate davvero.

 

O si da tutto, o non si dà niente.

 

E se c’è da togliere a qualcun altro, bisogna avere il coraggio di farlo.

 

Quante volte nella vita ci viene tolto e ci viene dato.

 

E’ solo questione di scelte.

E’ solo questione di vero amore e di saper amare.

 

La farfalla per diventare ciò che è rinuncia ad essere bruco, passa per la fase in cui è pupa e non sa, ancora, di che colore sarà… non senza passare attraverso la sofferenza della trasformazione.

 

No, non esistono le favole, esiste la realtà, che è un divenire ogni giorno.

 

R.R., 07.05-2010

Stagioni del cuore (verso l’autunno) – settembre ’09

 

Fuori tuona e piove, ed io penso alla mia personale percezione delle stagioni. Non passa anno che io non riscopra, ad ogni cambiamento di stagione, odori, sapori, emozioni, percezioni che mi fanno ritrovare parti di me che avevo semplicemente ‘messo in un angolo’… Parto dall’autunno che il cielo impetuoso di questa domenica mi preannuncia vicinissimo…

AUTUNNO: ‘triste stagione che s’addice ai ricordi’… scriveva Flaubert nell’incipit del suo romanzo ‘Novembre’…da ragazzina era la mia stagione preferita. Dell’autunno amo sia le cose sentite, provate, toccate, udite, ‘vibrate’ nell’aria, sia quelle sensazioni e visioni ideali vissute solo nella mia testa… Dell’autunno amo i colori, prima di tutto, e questo è condiviso da molti. Ma amo anche la fermata dell’autobus, di prima mattina, con gli studenti che si accodano… Amo i primi temporali, e anche quando va via la luce sotto il rumore dei tuoni… Amo il calare in fretta della sera, perché mi ricorda me e mia madre, da bambina… finito il lavoro, per una serata che stava arrivando tutta per noi…Amo le sere che ti metti sotto le coperte, e fuori piove e il vento soffia forte, e mi ricorda che non tutto si perde, non tutto è perso, non tutto mi può far così male, nella vita.. Nemmeno le persone che ad un certo punto la percorrono con te e ti fanno male deliberatamente, o senza accorgersene. C’è sempre un posto che ci accoglie per proteggerci. Dobbiamo solo ‘ricordarci’ qual’è…RICORDARE….

 

INVERNO: Chi mi conosce sa che amo l’inverno forse perché è la stagione in cui sono nata… Dovevo nascere il 6 gennaio circa, ma nacqui nei giorni di Natale… Da bambina mi piaceva pensare che i Re Magi fossero in cammino, nel presepe, anche per portare un omaggio a me… che poi puntualmente arrivava il giorno dell’Epifania…Amo il Natale sopra ogni altra cosa al mondo ed al di là del mondo… Credo in Dio e so che quell’atmosfera magica che riesco ad avvertire in quei giorni è un gran dono continuo iniziato millenni fa…Amo stare con le persone che amo, in quei giorni, si: a giocare ai classici giochi magari un pò noiosi, scambiarsi regali, ridere, mangiare… Mi piace ricordarmi che non è solo in queste occasioni che dobbiamo donare noi stessi e i nostri momenti agli altri. Spesso doniamo così poco di noi…Non importa davvero quanto riceviamo dagli altri: le emozioni, le parole, l’amore, l’affetto, non sono merce di scambio…Scrivo ancora la lettera a Babbo Natale e nn mi vergogno a dirlo… è un momento di complicità unica con la mia famiglia e me stessa ed è bellissimo addobbare il mio albero, l’8 dicembre, sapendo che sarà addobbato anche dalle mie parole che saranno appese lì…Tutto diventa improvvisamente luce nel buio dell’inverno… Amo il freddo pungente dell’inverno che mi ghiaccia il naso… perché c’è sempre una persona che si ricorda di scaldarmelo con un gesto della mano, da bambina come oggi… Amo la neve, ma in particolare i fiocchi di neve…E’ bello alzare la testa in sù, mentre nevica, e sentirmi schiacciare il viso delicatamente dai fiocchi…Mi sento come… purificata e pacificata…Spesso aspettiamo che siano delle circostanze, delle persone, a farci sentire in pace con noi stessi. Invece basta entrare in contatto con l’essenza di noi stessi. Basta metterci a nudo, con noi stessi…RISCOPRIRE…

 

PRIMAVERA: Non so perché ma delle stagioni, a differenza della maggior parte delle persone, questa è sempre stata messa da me, sin da bambina, in secondo piano. Forse perché allungandosi le giornate si allungavano le mie inquietudini… E con gli anni in questa stagione sono accadute le cose piu’ brutte della mia vita: l’esperienza della morte dei miei affetti più grandi e veri… Avrei dovuto odiare ancora di piu’ la primavera, ma oggi la sento quasi come la mia stagione preferita…Amo osservare il rinnovarsi della natura, e mi piace pensare che anche i miei cari che mi hanno lasciato in questa vita si siano ‘rinnovati’ in un’altra… Amo i profumi degli alberi in fiore…Amo… l’attesa… Perché tutti in primavera attendiamo qualcosa… Io aspetto sempre che dopo quegli scrosci di marzo appaia l’arcobaleno. Come i bambini oggi come allora lo cerco tra la pioggerellina leggera, e quando lo trovo nella parte del cielo piu’ scura, mi incanto in un sorriso di pace… E come i bambini, quando magari sono in macchina e sto guidando e appare l’arcobaleno, mi distraggo a cercare la sua fine e l’inizio…Certa si che non li troverò mai… ed il bello sta proprio in questo: non sempre c’è bisogno di un inizio e di una fine per avere delle risposte ai nostri perché: spesso basta solo ‘guardare’ dalla giusta angolazione. E poi la primavera ha le farfalle, tante farfalle: le ho sempre adorate, cercate e osservate. Avete mai provato a guardare da vicino, abbastanza vicino, una farfalla? Negli occhi? Vedrete che non volerà via, nemmeno se soffiate piano. Succede così anche con le persone, se soffiate troppo forte volano via, se non le guardate negli occhi, nel modo giusto, se non le comprendete, idem…O volerà su un altro fiore, o se ne starà lì con le ali chiuse….SAPER OSSERVARE…

 

ESTATE: La stagione che da piccola nn amavo molto… significava una lunga stagione lontana da scuola, io che ho sempre amato studiare (!!!) Lasciare i compagni di classe e fantasticare tra le mie Barbie…Non ho mai imparato a nuotare perché ho avuto un piccolo trauma da piccola… ma non dimenticherò mai la mia nonnina che d’estate mi portava al mare, oppure a visitare Roma, la sua città d’adozione… Ricordo quel giorno a San Pietro, noi due, su per la cupola… da lassù ho provato a guardare l’orizzonte, e tutto si disperdeva nell’infinito per me… Quel giorno dissi a mia nonna: ‘Grazie, mi hai fatto vedere dov’è l’infinito…’ Che emozione unica! Dopo aver salito quelle scale sconnesse, tante scale, arrivare lassù, a contemplare la vita che brulicava dall’alto…a contemplare l’infinito! Dell’estate amo le lucciole, mi piace starmene accoccolata sugli scalini di casa e mi incanto a guardarle in volo: avete mai notato che non stanno mai sempre insieme, ma ognuna se ne va per proprio conto, per poi ritrovarsi e raggrupparsi pian piano? Beh, ho imparato che nella vita anche noi dobbiamo essere delle piccole lucciole, non occorre cercarci sempre, né dare troppi consigli gratuiti agli altri. Bisogna vivere ciascuno la propria vita spinto dalla propria ‘luce’ interiore’ e incontrarci qui e là nella notte….Rincorrerci ma senza spingerci l’uno con l’altro…Far sapere unicamente che qualsiasi strada l’altro sceglierà, potrà incontrarci lì vicino. Far sapere che ci saremo….Non siete d’accordo? E il profumo delle magnolie in fiore di casa mia?… unico!!! Quegli alberi li piantò mio padre 30 anni fa, quando sono nata, e sono ancora lì, in fiore ogni anno. Ed ogni anno il loro fiorire mi restituisce la cura e l’emozione di mio padre quando le piantò…Se non si estirpano le nostre radici, con false convinzioni, pregiudizi, paure, angosce e malumori… possiamo ritrovare quando vogliamo noi stessi…

 

RITROVARE….

 

Un pensiero sull’ultima estate appena trascorsa, mentre la finestra mi rimanda quell’odore strano di selciato bagnato, ma così… rassicurante…

 

Sono stata ad un bivio della mia vita, quest’estate: ho soffiato troppo forte sulle farfalle, ho corso troppo incontro alle lucciole, ho dimenticato di contemplare l’orizzonte e l’infinito dall’alto… Ora l’autunno mi aiuterà a riprendere quell’autobus che mi porterà a scuola, la mattina presto, come da ragazzina al liceo…Riscoprirò la sicurezza di dormire al caldo, sotto le coperte, mentre fuori impazza e urla il vento battendo contro le finestre. Saprò con assoluta certezza che anche quest’anno i Re Magi porteranno un dono speciale anche per me, il giorno dell’Epifania…E la neve mi ricorderà che non importa quanto la sofferenza ci possa far star male, perché niente può annientarci se sappiamo:

 

RICORDARE, RISCOPRIRE, SAPER OSSERVARE, RITROVARE….”

 

R. R., 13.09.09

La persona sbagliata… o quella giusta? – Luis Fernando Veríssimo

“Pensandoci bene, in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente, ascoltiamo e pensiamo non esiste una persona giusta per noi. Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare, è in realtà la persona sbagliata. Perchè la persona giusta fa tutto giusto, arriva puntuale, dice le cose giuste, …fa le cose giuste… …ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste. La persona sbagliata ti fa perdere la testa, fare pazzie, scappare il tempo …morire d’amore. Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete che il vostro donarsi l’un l’altra sarà più vero. La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce una persona giusta. Quella persona ti farà piangere, ma un’ora dopo ti asciugherà le lacrime. Quella persona ti farà perdere il sonno, ma ti darà in cambio una notte d’amore indimenticabile. Quella persona forse ti ferisce e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono. Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco ma ti penserà in continuazione… E’ bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi perché la vita non è sicura, niente qui è sicuro, quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere, ogni momento, ogni secondo, amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo, desiderando, ottenendo. E’ solo così è possibile che si arrivi a quel momento della giornata, in cui diciamo: “Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare”.
Quando in realtà, tutto ciò che lui vuole, è che noi incontriamo la persona sbagliata, in modo che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto per noi…”

‘Tu non sei l’ultimo’

 NON è DIFFICILE.
Prendi una mano, palmo a palmo con l’altra.
Fai silenzio in te, ferma i pensieri. Prenditi il tuo tempo.
Prega. Il tuo dio, la madre terra, l’umanità, te stesso.
Arrivano pensieri nuovi, s’involeranno a destinazione, ovunque essa sia. Tutto il male e il dolore fluirà in te leggero, tramutato in speranza.
NON E’ TOLLERABILE.
Vittime: della forza della natura che si ribella. Guerre sadiche. Terrorismo. Esaltati. Il potere dei corrotti. Vanità. La leggerezza dei finti impotenti e degli sciocchi avventati. Malattie del corpo. Malattie dello spirito. Mali che avvelenano corpo e spirito. Indifferenza. Vecchi in un angolo. abbandono, derisione, Maltrattamenti. Mancata carità.
NON E’ POSSIBILE.
Fratello contro fratello. Volevo ma non potevo. Ho fatto il possibile. Il male è lui, non io. La disperazione ed i suoi gesti più sconcertanti. A volte terribili. L’annichilimento. L’inedia.
Fai tutto quello che puoi, non conta l’età, il sesso, la religione, la cultura.
NON è DIFFICILE.
Se non puoi fare altro, prega.
Prega per i tuoi valori, i tuoi sogni.
Prega per la speranza.
Se pensi di non farcela, tendimi la mano, intrecciala alla mia, prega con me.
Perché bisogna essere forti per pregare.
Perché pregare è un’azione. La rassegnazione è per gli ultimi.
Tu non sei l’ultimo.
R.R.

‘E si chiamava Amore…’ (P. Coelho, da “L’Alchimista”)

“E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a un pozzo (…) E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole. Perché, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità.”

La vita, un giorno

La vita, un giorno, mi restituirà il mal tolto,

 il negato,

il celato,

 il disatteso.

 Cancellerà il viziato,

 l’erroneo,

 il perduto.

Riporterà un altro tempo,

 figlio dell’ubriaco tempo non giunto

dello spazio non dato.

 Mi onorerà di quel cassetto

 non aperto, del si

non pronunciato…

 del  cielo non veduto.

 Tutto quanto sperato… O solo sognato.

Romina Roccatani

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